Torniamo a parlarci e a confrontarci con #rispetto. PD #incammino #insieme







Sono tempi tragici per il nostro Paese.

Momenti oggi più che mai convulsi nelle forze politiche ne sono la cartina tornasole.

Non so se riuscirò a far comprendere con queste mie parole il dramma e la prospettiva del centrosinistra e del PD ... non è poi questa la mia ambizione. 

Ma lo è tentare di capire insieme a molti compagni di politica che o tutti noi rinunciamo a qualche cosa contribuendo a far prevalere il bene collettivo oppure ci dirigiamo decisamente alla fine di un percorso nato il 14 ottobre 2017: il Partito Democratico.


Vanno oggi ricreate le condizioni perché questa grande comunità torni a parlarsi, a confrontarsi al proprio interno ancor prima che all’esterno, dove altrimenti il fallimento sarebbe una inevitabile e logica conseguenza. 

Oggi più di un tempo siamo chiamati imprescindibilmente a farlo. 

Proprio in questo momento in cui i frammenti (meno tecnicamente: conoscenti, compagni, amici) del centrosinistra dichiarano “mai accordi con il PD!”.

E va fatto tornando a dare valore a quelle garanzie di salvaguardia che da tempo non abbiamo più fatto valere: Matteo Renzi le ha raccolte in una parola, RISPETTO. 

Chiamiamole anche regole. 

Molte di quelle, oggi ancor valide, che ci siamo dati assumendo un grande impegno davanti a chi ci ha preceduti, a chi ci ha seguiti, a tutto il Paese … nel momento entusiasmante e ricco di aspettative della costituzione del Partito Democratico: le troviamo nello Statuto, nel Codice Etico e nel Manifesto dei Valori.

Le abbiamo disattese, le aspettative, tradendo troppo spesso molte regole … per interessi spesso personali, spesso di corporazione.

Abbiamo fatto prevalere i nostri pregiudizi. Zavorre, ad oggi, ancor troppo drammaticamente efficaci.

Questo ha impedito dialogo e salvaguardia delle regole … con conseguente emorragia di iscritti, favorendo inoltre l’ingrassamento dell’astensionismo e il contrasto con le altre forze del campo ampio del centrosinistra.

Questo ha indotto anche a scelte di governo troppo spesso non condivise, non sostenute, non sempre dall’effetto voluto … senza dover ricordare momenti bui prodotti da dissidi conclamati: su tutti la vicenda Prodi per la Presidenza della Repubblica. 

Questo ha inoltre prodotto disattenzione verso la gente, il popolo, le persone e i reali problemi … troppo occupati a configgere al nostro interno. Imperdonabile.

Imperdonabile per la nostra comunità di iscritti, volontari, elettori ... 
per i tanti sindaci e amministratori di enti locali #energialocale abituati a produrre atti di utilità per i loro concittadini ... 
imperdonabile per tutti gli Italiani.

Ora, al di là delle tante comprensibili espressioni passionali, affettuose o rabbiose di questi giorni, al di là delle posizioni di chi è mosso nell’esprimersi da logiche meno passionali e più scientifiche …

l’obiettivo di chi si riconduce al campo del centrosinistra, vantando come noi il fattore caratterizzante/predominante DEMOCRATICO nel solco di quello riformista, deve essere chiaro. 

Lo abbiamo davanti agli occhi. Lo ascoltiamo quotidianamente. Lo viviamo. 

Ed è la LOTTA alla povertà, alla disoccupazione, da una parte. Per garantire dignità personale, sicurezza e giustizia sociale.

E  dall’altra, LOTTA ai miseri, beceri e pericolosi populismi (da quelli tanto pericolosamente espressi pochi giorni fa a Recco spero si dissocino tanti amministratori, iscritti ed elettori leghisti seri, giudiziosi e responsabili) che favoriscono frizioni e urti sociali.

Una LOTTA per un’Europa degna di chiamarsi UNIONE Europea. 

Che sia madre, come la nostra Patria … e non matrigna.

Una LOTTA da declinare su molti altri temi per la conquista di condizioni di vita migliori sul nostro pianeta: dal rispetto assoluto e senza mezzi termini (messaggio per Ministro Galletti) della #biodiversità, al #climatechange e altro ancora.


Certo, è necessario ricalibrare alcuni fondamentali indirizzi del Partito Democratico in conseguenza a scenari nazionali e internazionali mutati o comunque a variabili, come per esempio la legge elettorale  … ma il solco è questo.

Quello del Partito Democratico, che a mio avviso non ha bisogno di essere rifondato ma semmai necessita di una riprogrammazione a cui siamo chiamati noi iscritti … attraverso i percorsi congressuali.

Lì si faccia autocritica. Bene.

Ma la si faccia tanto al Governo quanto ai mali che non abbiamo abbandonato dietro di noi il giorno della costituzione del PD, riproducendoli con caparbietà, anziché impegnarci a far valere le parole di giustizia che abbiamo convintamente inciso nel Codice Etico e nel Manifesto dei Valori, ma ad oggi troppe volte misconosciute.

Lì capiremo se siamo inclini al RISPETTO e se perciò prevarrà una visione, anziché miope, lungimirante e responsabile.

E ciò potrà realizzarsi non senza sacrifici, ad una condizione: abbandonare i pregiudizi dando ascolto e quindi valore ai concetti, alle idee, al cammino di ciascuno.

#incammino #insieme

REFERENDUM COSTITUZIONALE: contenimento dei costi e abolizione CNEL #IoVotoSi




Sempre parlando con amici e parenti che non conoscono affatto i temi proposti nella #RiformaCostituzionale … per cui molti anche per questo pensano di non andare a votare … continuo a dare alcune informazioni su diversi aspetti.

Partendo dal quesito del #referendumcostituzionale , dato per assunto quanto espresso in precedenza nel merito dei primi due punti sulla fine del Bicameralismo paritario, vediamo di approfondire.

Il quesito referendario ci chiede se approviamo il testo della legge costituzionale concernente “il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel”.
Benissimo. Cosa significa questo?

Vuol dire che se la riforma passerà:

1. Si riduce il numero di parlamentari (senatori da 315 a 100) e indennità (i 100 senatori non percepiranno indennità: implica che il totale di risparmio è dato dallo stipendio lordo € 20.000,00 mensile x 12 mesi x 315 = 75.000.000,00 €/anno !!!)


2. Saranno fusi gli uffici delle due camere in uno solo (70 mln €/anno !!!)


3. Le Province saranno abolite (320 mln €/anno)


4. Vi sarà un tetto massimo alle indennità dei Consiglieri regionali (non superiore a quella del Sindaco del comune capoluogo)


5. Verranno soppressi i trasferimenti monetari ai Gruppi regionali


Infine

6. Il Cnel sarà abolito (dai 10 ai 20 mln €/anno !!! Di cui 2 per i 65 membri !!!)

Quindi ecco che limitandomi a semplici risparmi contabili si può quantificare chiaramente un risparmio di centinaia di milioni di € ogni anno, poco inferiore ai 500 milioni !!!!

Ma siccome molti mi domandano da dove spunta questo "Cnel" e che cosa fa, voglio dire che il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro è un organo dello Stato riconosciuto in Costituzione all’art.99 composto da esperti e rapprersentanti delle categorie produttive, che svolge consulenza per le Camere e per il Governo. 
Ha 64 Consiglieri più un Presidente ... e dalla sua nascita è costato 1 miliardo di € !!! 
Oggi non produce più l’attività legislativa attribuita ed è inutile: 14 proposte di legge in 50 anni!!! 
Pensate che per il solo mantenimento della sua storica sede, villa Lubin, ci costa 3 mln €/anno !!!

Ribadisco, amici e parenti, ...

Se vince il Sì, finalmente si cambia
e le istituzioni diventano più sobrie
e più semplici.


Se vince il No, non cambia nulla.

A voi la scelta. #IoVotoSi



REFERENDUM COSTITUZIONALE: amici e parenti indecisi ecco perchè #IoVotoSi





Parlando con amici e parenti mi rendo conto che molte, troppe persone non conoscono affatto i temi proposti nella #RiformaCostituzionale … e molti anche per questo pensano di non andare a votare.

Premesso che il 4 dicembre gli italiani decideranno il loro futuro, mi pare doveroso dirgli che il #referendumcostituzionale permetterà a tutti noi di scegliere se cambiare l’attuale sistema politico o lasciare tutto com’è. Tutto esattamente uguale.

Un punto, anzi i primi due punti del quesito referendario ci chiedono se approviamo il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari”.

Ora, siccome il cuore della riforma sta qui, nella riforma del Bicameralismo perfetto, ci tengo a precisare che tutto l’intervento riguarda la seconda parte della Costituzione: l’Ordinamento della Repubblica … lasciando intatti e ben saldi sia i “Principi fondamentali” sia i “Diritti e doveri dei cittadini”.

Detto ciò, sempre ai miei amici e parenti dico che se la #riforma entra in vigore:

1. “Si supera il bicameralismo paritario”: e su questo siamo d’accordo che oggi due camere che svolgono le stesse funzioni rallentano il processo di legiferazione, mentre grazie alla riforma la Camera potrà approvare in tempi più rapidi la maggior parte delle leggi (tranne quelle costituzionali), senza che si verifichi quel rimpallo tra Camera e Senato (il quale assume l’importante e tanto attesa funzione di rappresentanza delle autonomie locali) che ad oggi impedisce di produrre l’adeguata legiferazione nei tempi adatti all’esigenze degli italiani e del Paese.


2. “Si riduce il numero dei parlamentari”: do per scontato che abbiamo tutti consapevolezza che questo è un bene, anche in termini di risparmio … e che tale riduzione è la conseguenza del punto precedente, fulcro della Riforma. Perciò i senatori passeranno da 315 a 100 (sin dalla prossima legislatura: 2018), di cui 74 consiglieri regionali, 21 sindaci e 5 di nomina presidenziale … tutti senza alcuna indennità!!! Quindi 315 stipendi parlamentari in meno (per capire il risparmio moltiplicate l’indennità parlamentare lorda fatta di diaria, rimborsi spese … di circa € 20.000,00 mensili per 12 mesi annui … per 315 senatori!!! Centinaia di milioni di €/annui!!!!)


Quindi, amici e parenti, ...

Se vince il Sì, finalmente si cambia
e le istituzioni diventano più sobrie
e più semplici.


Se vince il No, non cambia nulla.

Tutto qua.


A voi la scelta.

#IoVotoSi

Riforme costituzionali 2006 / 2016 - Differenze




@bastaunsi

Riforme costituzionali 2006 / 2016 - Differenze

Più equilibrio, altro che #DerivAutoritaria via @YouTube


"Ho trovato interessante approfondire, assieme all’amico Federico Romeo, le differenze tra la Riforma attuale e quella del 2005, bocciata al Referendum del 2006.

Una su tutte l’enorme peso attribuito alla figura del Premier dalla Riforma voluta da Berlusconi: elemento, questo, che non viene assolutamente toccato in quest’ultima Riforma rispetto alla Costituzione vigente.

Mi è sembrato interessante l’approfondimento anche per comprendere le ragioni che spinsero la maggioranza dei votanti, il 61%, a bocciare quella riforma (affluenza 52%)…

Analizzando i due testi:

… mi gratifica il fatto di aver votato convintamente NO nel 2006!

… e, sgomberate paure e preoccupazioni strumentalmente provocate, emergono i molti aspetti positivi di questa Riforma costituzionale che per quello che mi riguarda il 4 dicembre va decisamente promossa votando SI."


"Anche su Yuotube il lavoro prodotto con l'amico Federico Romeo ... per dimostrare che con un #SI a questa #Riforma non solo non si avrà un uomo solo al comando (nessun articolo relativo al Consiglio dei Ministri viene modificato) ... ma si cambierà addirittura tendenza rispetto alla riforma del 2006, razionalizzando e riorganizzando il rapporto tra Stato e regioni in modo più chiaro e finalmente più funzionale! #bastaunsi"

SITO WEB del PIANO STRATEGICO METROPOLITANO - INFO 5b




Ecco qui il sito web appena attivato dalla Città Metropolitana di Genova, che, come richiesto espressamente dal Sindaco metropolitano, potrà essere pubblicato sui siti istituzionali dei comuni dell’area per darne massima diffusione, invitando consiglieri comunali e abitanti a compilare il questionario nella sezione “PARTECIPA AL PIANO”

Vai al sito web

In questi giorni è partito l’invito del Sindaco metropolitano Doria a partecipare attivamente alla redazione del Piano Strategico Metropolitano, coinvolgendo tutti coloro che dei territori vorranno essere utili partendo anzitutto dai sindaci.

Non torno qui sull’importanza dell’atto in oggetto.

Ne accennai in una precedente email, INFO 4 del dicembre 2015, di cui avete traccia qui

Ed ho recentemente scritto mie considerazioni qui

Considerazioni che ho espresso in riunione di Consiglio del 26 Ottobre con all’Odg: Informazioni sull’avvio dell’attività di condivisione e partecipazione alla predisposizione del Piano strategico della Città metropolitana di Genova, dove ho ribadito, come già fatto in Commissione ad hoc il 15 giugno, la necessità che questo Piano non si riduca ad un mero atto burocratico e che sia data piena evidenza della consapevolezza e convinzione del carattere partecipativo che deve caratterizzare il percorso redazionale.

Oggi in riunione a Commissioni metropolitane congiunte ne abbiamo riparlato tra i membri del Consiglio approfondendo l’argomento.

In alcune città metropolitane italiane è già stato approvato, in altre no.

Noi ci ritroviamo a procedere nella definizione del PSM oramai a fine mandato metropolitano, è vero.

Ma deve essere un impegno di tutti presentarlo prima delle prossime elezioni dell’Ente, in modo tale da consegnare questo strumento ai prossimi amministratori metropolitani.

Consapevole che nelle città dove da anni si procede nella conduzione di un ente di area vasta affidandosi alla pianificazione strategica i risultati sono sotto gli occhi di tutti (da Torino e la sua riconversione … sino alla più blasonata New York e il suo Greater & Greener Plan) … credo che gli amministratori pubblici dei comuni del territorio siano indispensabili per esprimere la visione della Genova metropolitana degli anni a venire, che in questo atto verrà disegnata, dove sarà fondamentale rappresentare la vocazione di ciascun territorio, individuando le così dette zone omogenee.

Come pure sarà indispensabile aprire canali di ascolto/confronto con tutti gli stakeholders.

Perciò ecco gli appuntamenti definiti.

Vi saluto, dandoci appuntamento lì.




PIANO STRATEGICO METROPOLITANO di GENOVA - INFO 5


“… il sindaco metropolitano Marco Doria ha replicato alla sollecitazione proveniente dal consigliere Arnaldo Buscaglia a favorire l’istituzione di un ‘comitato promotore del Piano Strategico’, ovvero una struttura di supporto alla redazione del Piano strategico”
Leggi qui



Premesso che ringrazio il sindaco metropolitano Marco Doria per aver dato seguito alla mia istanza che proponeva una Commissione metropolitana ad hoc per poter approfondire questo argomento così complesso che in passato abbiamo trattato solo in una occasione a giugno scorso …

Premesso inoltre che ribadisco la riconoscenza al personale degli uffici metropolitani che con impegno e passione ci hanno consegnato una bozza di linee guida per la definizione del Piano Strategico Metropolitano (PSM) i cui elementi, a partire dalla struttura stessa, ci fanno capire che siamo sulla buona strada …

Ribadisco, come ho detto in Consiglio, che le mie sollecitazioni sono frutto dell’osservazione di bests practices sia italiane sia internazionali, dove il PSM "metropolitano" non è sviluppato con lo stesso metodo di un PUC "comunale" … 

per cui ritengo fondamentale la costituzione ALMENO del COMITATO PROMOTORE del Piano Strategico Metropolitano, che sancisca il carattere partecipativo (quindi ben al di là di protagonismi assoluti), che assicuri la miglior predisposizione, la cura, il monitoraggio, l’attuazione e l’aggiornamento del PSM, nella sua riconosciuta dinamicità, al di là dell’alternanza politica a guida dell’Ente. 

Per non voler ricadere sugli esempi brillanti di Torino o Bologna, guardiamo qui Firenze
http://www.cittametropolitana.fi.it/piano-strategico-metrocitta-operativo-il-comitato-promotore/



Ritengo poi e ribadirò mercoledì in Commissione che la formula più adatta a mio avviso è quella che prevede la costituzione non solo di un Comitato ma pure di una vera e propria Associazione dedicata al PSM (snella e assolutamente no profit, no indennità/gettoni, no consulenze a vanvera, ma semmai utilizzo di grandi professionalità di cui nei diversi ambienti istituzionali e non già disponiamo), che si possa occupare esclusivamente e particolarmente del Piano, anche con quella ampia dimensione temporale che oggi la Legge 56/2014 non prevede: mirando quindi a superare il limite triennale di breve termine, per una prospettiva a medio/lungo termine, come confà al caso.

I Tavoli che ho voluto chiamare tecnico/scientifici dovranno essere articolazioni che si sviluppano proprio dal Comitato Promotore ed attorno ad esso per curare i diversi aspetti/settori di cui si compone il PSM.

Naturalmente tutto ciò non è altro che un dettaglio relativo al metodo … ma fondamentale.

Nel merito il PSM credo debba vedere la sua luce certo grazie a tutta la partecipazione che sapremo attivare … ma non può prescindere da studiosi, ricercatori, professionisti di Pianificazione, nelle sue diverse articolazioni e indirizzi.

Come d'altra parte la "visio" deve essere determinata dalle decisioni della classe politica.

Sul tema Comunicazione tornerò certo in altre occasioni, ma non c’è dubbio che un ente come quello metropolitano prima o poi dovrà dotarsi di un Piano di comunicazione, che gli consenta di muoversi in maniera non disarticolata bensì in linea con strategia e azioni pianificate.



Questi gli appuntamenti sul territorio:


Chiavari 23 novembre 2016

Calvari 30 novembre

Torriglia 13 dicembre

Sant’Olcese 10 gennaio 2017

Arenzano 17 gennaio

Recco  24 gennaio

Genova  1 febbraio